Età e Pressione: quale rapporto?

Età e PressioneEtà e Pressione, esiste un rapporto stretto? Passano gli anni e diventi iperteso: sarà a causa dell’avanzare dell’età?

Ogni anno circa nove milioni di persone nel mondo muoiono a causa del fattore di rischio numero uno: l’ipertensione arteriosa.

In Italia il 33% della popolazione soffre di ipertensione arteriosa e questa percentuale aumenta con l’avanzare dell’età. Intorno ai 60 anni più della metà delle persone ha una pressione superiore a 140-90 mmHg.

Sappiamo inoltre che purtroppo con l’aumento dei valori della pressione cresce anche il rischio di infarto cardiaco e di ictus.

Oggi ci soffermiamo proprio sul rapporto tra età e pressione. Diamo una risposta alla domanda: con l’età aumenta la pressione? Esistono delle evidenze scientifiche che lo dimostrino?

Indice dei Contenuti
La vecchiaia provoca Ipertensione?
La differenza tra vecchiaia e invecchiamento
Invecchiamento cellulare: cosa si intende?
Ripercorriamo i punti salienti

La vecchiaia provoca Ipertensione?

Leggendo i dati qua sopra potrebbe sembrare che l’ipertensione sia una conseguenza della vecchiaia. Ormai, però, è stato scientificamente confermato che questo è un falso mito. Diamo, quindi, fin da subito la risposta alla nostra domanda iniziale sul rapporto tra Età e Pressione. La vecchiaia non provoca l’ipertensione.

Esistono moltissime persone, infatti, che riescono a invecchiare mantenendo valori pressori intorno a 110/70 mmHg.

Uno studio scientifico (A R Walker, B F Walker. High high-density-lipoprotein cholesterol in African children and adults in a population free of coronary heart disease. Br Med J. 1978 Nov 11;2(6148):1336-7.) ha mostrato che in un gruppo di circa 1.800 persone che mangiava in modo salutare nessuna di esse soffrivaa di ipertensione e che addirittura non c’era alcun caso di arteriosclerosi. È dunque possibile invecchiare e rimanere in perfetta salute!

 

La differenza tra vecchiaia e invecchiamento

Se età e pressione non sono collegate, quale può essere allora la causa dell’ipertensione? Possibile che l’invecchiamento sia totalmente estraneo e non incida nemmeno in minima parte?

Occorre a questo punto fare una distinzione tra vecchiaia e invecchiamento.

Senza scomodare complesse definizioni scientifiche, in questa sede ci limiteremo a riferirci alla vecchiaia quando intendiamo parlare dell’avanzamento dell’età di una persona. Diversamente, parleremo di invecchiamento riferendoci a quello delle nostre cellule.

Questo è il punto: la vecchiaia e l’invecchiamento non vanno sempre di pari passo.

Infatti, molte persone giovani possono presentare un invecchiamento cellulare precoce e molte persone anziane possono avere delle cellule più giovani di quanto ci potremmo aspettare.

Invecchiamento cellulare: cosa si intende?

Quindi cos’è l’invecchiamento cellulare? Quando parliamo di invecchiamento delle nostre cellule ci riferiamo a cellule “danneggiate” ovvero che subiscono un danno.

Esiste una letteratura sconfinata su questa tematica. Facciamo qualche esempio concreto che riguarda l’ipertensione nello specifico.

Grazie a recenti ricerche internazionali e allo sviluppo della lipidomica di membrana, sappiamo che un disequilibrio degli acidi grassi della membrana cellulare può determinare l’insorgenza di numerose patologie metaboliche. Tra queste obesità, arteriosclerosi, ictus, ipertensione e diabete.

Quando la membrana delle cellule endoteliali, che compongono lo strato interno di cuore e arterie, si infiamma o si danneggia allora l’endotelio si ispessisce provocando una vasocostrizione, ossia una diminuzione del diametro del vaso sanguigno, la quale a sua volta provoca un aumento della pressione del sangue.

Abbiamo quindi compreso che le cellule endoteliali danneggiate possono causare un aumento di pressione proprio a causa della cosiddetta “disfunzione endoteliale“. Ma quali sono gli elementi che provocano questi danni alle cellule?

Ormai lo sappiamo con certezza: lo stile di vita che seguiamo determina la salute delle nostre cellule.

Un’alimentazione eccessivamente ricca di carboidrati, di cibi raffinati, di cibi ad alto indice glicemico e di alimenti cotti a temperature troppo alte determina nel nostro organismo un aumento dei radicali liberi, i quali danneggiano le nostre cellule provocando il cosiddetto “stress ossidativo“.

Ripercorriamo i punti salienti

Facciamo un riassunto degli importanti concetti espressi sopra:

  1. Il nostro stile di vita è fondamentale. Influenza il nostro stato di “ossidazione” e se i radicali liberi sono in eccesso vengono danneggiate le nostre cellule;
  2. Quando lo stress ossidativo danneggia le cellule endoteliali (che si trovano nel cuore e nei vasi sanguigni), queste non svolgono correttamente i loro compiti e inizia la disfunzione endoteliale;
  3. Le cellule endoteliali danneggiate si ispessiscono provocando una vasocostrizione e l’avvio del processo aterosclerotico (formazione di placche nei vasi sanguigni);
  4. La vasocostrizione dei vasi sanguigni determina un innalzamento dei valori della pressione arteriosa.

Ecco spiegato il motivo per cui molti giovani sono ipertesi, molti di più di quanto si possa immaginare, e perché molte persone anziane non lo sono, proprio come conferma la ricerca citata in precedenza.

Dipende principalmente dallo stile di vita che abbiamo.

Io stesso, nell’ambito della mia attività clinica, posso confermare che persone ipertese di tutte le età che si sottopongono a una precisa rieducazione dello stile di vita, possono in sole 3 settimane abbassare i valori pressori senza alcuna necessità di dover aggiungere farmaci.

 

 

Ecco un esempio: Luciano Asfalti, 75 anni, iperteso

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Perché il metodo IpertensioneOK, basato sulla correzione dello stile di vita, funziona con persone di tutte le età?

Perché va ad agire sulle reali cause dell’ipertensione e perché si avvale anche di nuove tecnologie che agiscono sui 2 meccanismi alla base dell’ipertensione: la disfunzione endoteliale e lo stress ossidativo.

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Disclaimer medico

Medico Chirurgo, specialista in Igiene e Medicina Preventiva ed esperto di tecnologie laser. Direttore scientifico di IpertensioneOK e promotore della campagna di prevenzione cardiovascolare CuoreOK.