Fumo e Pressione: quale rapporto?

fumo e pressioneFumo e pressione, quale rapporto esiste? Secondo la SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa):

“Il tabagismo aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e anche il rischio di infarto cardiaco, ictus cerebrale e altre malattie delle arterie. La probabilità per un fumatore di subire un ictus è doppia rispetto a chi non fuma ed è cinque volte maggiore il rischio di avere problemi al cuore.”

Ma il fumo abbassa o alza la Pressione? Quali implicazioni cardiovascolari comporta il vizio del fumo? Cosa dicono le ricerche scientifiche in merito?

Procediamo con ordine. In base ai dati Istat in Italia circa 10 milioni 300 mila persone dichiarano di essere fumatori. Tra gli uomini la quota più elevata di fumatori si ha nella fascia di età 25-34 anni. Tra le donne le fumatrici si concentrano nella classe di età 55-59 anni.

Che gli effetti del fumo (compreso il fumo passivo) siano devastanti per l’organismo è ormai argomento ben noto. Vediamo cosa dicono le statistiche.

Indice dei Contenuti
I danni del Fumo
Quale rapporto tra fumo e pressione?
Il Fumo fa male: gli altri danni del fumo all’organismo
Gli interessanti dati condivisi dall’Istituto Superiore di Sanità
La Raccomandazione numero 1

I danni del Fumo

Le statistiche ci ricordano che nel mondo ogni anno muoiono, per malattie dovute al fumo, 4 milioni di persone (7 persone al minuto).

In Italia la stima è di circa 100.000 morti all’anno per malattie dovute al fumo. Tra questi il 25% in un’età compresa tra 35 e 65 anni.

Possiamo senza dubbio affermare che il fumo è un gravissimo fattore di rischio cardiovascolare. Addirittura è considerato il più influente tra i fattori di rischio modificabili.

Il fumo può provocare diverse tipologie di danni. Tra questi l’aumento della pressione arteriosa e diverse problematiche connesse all’eccesso di radicali liberi e all’invecchiamento cellulare.

Come conseguenza di questi danni, l’organismo si indebolisce, ammalandosi più facilmente e facendoci invecchiare precocemente.

Quale rapporto tra fumo e pressione?

Fumo e pressione, vediamo quale rapporto esiste. Innanzitutto la nicotina, sostanza organica presente nelle foglie del tabacco, svolge la funzione di stimolare il sistema nervoso, il quale a sua volta, determina la costrizione delle coronarie, un aumento delle resistenze periferiche e in definitiva un aumento della pressione arteriosa. Se quindi vi state chiedendo se fumare alza la pressione la risposta è sì.

Ma ci sono anche altri fattori che vanno considerati. Ad esempio sappiamo che, per mezzo della combustione, il fumo produce i radicali liberi che ossidano particelle come grassi LDL e colesterolo.

Il colesterolo in condizioni normali è una sorta di materia prima. Viene “lavorata” dal nostro organismo per produrre vitamina D, testosterone, progesterone e altre sostanze. Quindi il colesterolo viene prodotto dal nostro organismo perché è utile e deve svolgere specifiche funzioni.

Tuttavia quando il colesterolo e le LDL vengono ossidate, diventano come il “burro irrancidito” e trasformandosi in una sostanza “appiccicosa” che si deposita nei vasi sanguigni determinando la nascita delle pericolose placche aterosclerotiche.

Le placche aterosclerotiche sono considerate molto pericolose perché, nel tempo, possono chiudere il vaso sanguigno favorendo l’insorgenza di ictus e infarto.

Il Fumo fa male: gli altri danni del fumo all’organismo

I danni del fumo sono davvero molti. Tra quelli più frequenti possiamo citare i seguenti:

  • provoca cancro ai polmoni;
  • favorisce il cancro alla laringe, alla bocca, al pancreas, alla vescica, ai reni, alla cervice, all’esofago, allo stomaco e all’intestino;
  • è la principale causa di bronchite cronica ed enfisema;
  • provoca tachicardia;
  • provoca affanno e dispnea;
  • invecchia la pelle e favorisce lo sviluppo delle rughe;
  • provoca alito sgradevole, denti e dita giallastre e la tipica tosse da fumo.

Gli interessanti dati condivisi dall’Istituto Superiore di Sanità

  1. La speranza di vita di un fumatore è otto anni inferiore a quella di un non fumatore;
  2. Chi fuma ha una probabilità doppia di essere colpito da infarto rispetto a chi non fuma;
  3. Chi fuma ha una probabilità dieci volte superiore di essere colpito da cancro ai polmoni.

Approfondiamo ora il rapporto tra malattie cardiache e fumo esaminando i risultati della prestigiosa ricerca scientifica “Smoking, smoking cessation and heart disease risk: A 16-year follow-up study” condotta dai ricercatori Shields M. e Wilkins K. della Health Analysis Division, Statistics in Canada.

Si tratta di uno studio durato ben 16 anni condotto su più di 10.000 persone che ha evidenziato queste conclusioni:

“Compared with those who had never smoked daily, current daily smokers had a 60% higher risk of incident heart disease.”

TRADUZIONE:
“Rispetto a coloro che non hanno mai fumato quotidianamente, i fumatori attuali hanno un rischio del 60% più elevato di malattie cardiache.”

La Raccomandazione numero 1

In conclusione possiamo quindi evidenziare il rapporto molto stretto che esiste tra il fumo ed eventi cardiovascolari (e anche malattie cardiache).

La raccomandazione numero 1 in questi casi è quella di prevenire tali complicanze smettendo di fumare. Soprattutto oggi che grazie a varie tecniche e strumenti non è più faticoso e difficile come lo era qualche tempo fa.

Anche perché sappiamo bene che se si smette i rischi per la salute diminuiscono indipendentemente da quanto tempo si è stati fumatori.

Soprattutto i fumatori che soffrono di ipertensione dovrebbero prendere seriamente in considerazione l’idea di eliminare questo grave fattore di rischio dal loro stile di vita, per preservare la loro salute e non aggravare i rischi provocati dalla loro pressione alta.

Medico Chirurgo, specialista in Igiene e Medicina Preventiva ed esperto di tecnologie laser. Direttore scientifico di IpertensioneOK e promotore della campagna di prevenzione cardiovascolare CuoreOK.

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Il Dr.Raggi è Medico Chirurgo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Direttore Scientifico di IpertensioneOk, nonché promotore della campagna di prevenzione cardiovascolare CuoreOk