Iperaldosteronismo e Pressione

iperaldosteronismoCon Iperaldosteronismo si fa riferimento a una condizione patologica cronica per la quale i surreni producono un’elevata quantità di aldosterone.

Questo ormone è molto importante perchè controlla l’assorbimento del sodio e influisce sul volume del sangue circolante nell’organismo.

Oggi vediamo cosa si intende con Iperaldosteronismo, quali sono le conseguenze, i sintomi e le cause.

Come sempre vi raccomandiamo di stare alla larga da terapie fai da te o da auto-diagnosi. Solo il medico può valutare le condizioni complessive del paziente e decidere come intervenire. Con la salute non si scherza ed è importante affidarvi a un medico competente e preparato.

Indice dei Contenuti
Aldosterone: cos’è?
Iperaldosteronismo: cosa si intende?
Cosa comporta l’iperaldosteronismo
Iperaldosteronismo primario: cause, sintomi e diagnosi
Iperaldosteronismo secondario: sintomi, cause e diagnosi
Come si cura l’iperaldostenorismo?

Aldosterone: cos’è?

L’aldosterone è un ormone facente parte dei mineralcorticoidi. È prodotto dai surreni, due piccole ghiandole poste ognuna sopra un rene.

Il surrene è diviso in due parti: corticale e midollare. Nella zona midollare produce le catecolamine: adrenalina e noradrenalina. La parte corticale del surrene, che produce ormoni steroidei, è, a sua volta, suddivisa in tre zone: reticolare, fascicolare e glomerulare.

La zona reticolare produce gli ormoni sessuali. La zona fascicolare produce il cortisolo mentre quella glomerulare l’aldosterone.

L’aldosterone agisce nel tubolo renale contorto distale. La sua funzione è quella di riassorbire il sodio dai liquidi che verranno, poi, espulsi sottoforma di urina. Contestualmente, elimina, il potassio.

Questo delicato processo serve a garantire al corpo un corretto equilibrio elettrolitico. Equilibrio che è fondamentale per la vita. Il primo sintomo di disfunzione nel bilancio degli elettroliti lo si ha a livello dei valori di pressione arteriosa. Quando il sodio trattenuto è troppo si ha ipertensione. Quando, al contrario, è carente si rischia di andare in ipotensione.

Iperaldosteronismo: cosa si intende?

Si intende una condizione patologica per cui si ha un livello di aldosterone elevato.

Generalmente, si scopre tramite esami del sangue e delle urine fatti per altre motivazioni, o a seguito di analisi specifiche dopo un’anamnesi che depone a favore di una disfunzione endocrina.

L’iperaldosteronismo può essere di due tipi: primario o secondario. Si parla di iperaldosteronismo primario, o iperaldosteronismo primitivo, quando la secrezione anomala di ormone dipende esclusivamente da una disfunzione della ghiandola surrene. L’iperaldosteronismo secondario, invece, è determinato da un aumento dell’ormone a causa di una scorretta attività del sistema renina-angiotensina.

Effettuare la diagnosi differenziale tra iperproduzione di aldosterone primitiva o secondaria può essere un percorso piuttosto lungo e complicato. A questo proposito, lo specialista endocrinologo, proporrà alcune analisi specifiche. Tutto sempre tenendo in alta considerazione la sintomatologia e l’anamnesi del paziente.

Cosa comporta l’iperaldosteronismo

Elevati livelli di aldosterone alterano l’equilibrio elettrolitico tra sodio e potassio. In poche parole i soggetti che producono molto aldosterone trattengono troppo sodio ed espellono troppo potassio.

Il risultato è che si ha ritenzione idrica, pur senza gonfiori ed edemi evidenti. La conseguenza è ipertensione cronica e grave. E sappiamo quali sono i rischi per la salute del cuore dovuti a valori pressori elevati.

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Iperaldosteronismo primario: cause, sintomi e diagnosi

Si dice iperaldosteronismo primario la patologia per la quale il surrene produce autonomamente una quantità eccessiva di aldosterone.

Cause

Le cause possibili sono le seguenti. Vi raccomandiamo, come sempre, di affidarvi al guidizio del medico per l’interpretazione dei dati a disposizione.

  • Morbo di Conn. Comporta la presenza di un adenoma, o tumore benigno, secernente aldosterone. Si tratta di una lesione monolaterale, cioè presente solo in un surrene. Livelli alti di aldosterone, ma non eccessivi, fanno propendere per questa ipotesi diagnostica;
  • Carcinoma del surrene. Ipotesi da verificare sempre in presenza di iperaldosteronismo ma, va detto, è un evento estremamente raro;
  • Iperplasia delle ghiandole surrenali. Quasi sempre bilaterale, spesso è una condizione genetica che determina iperaldosteronismo idiopatico, ossia senza alcuna causa patologica. In molti casi, accertata la diagnosi di iperplasia, la si considera una caratteristica soggettiva non preoccupante;
  • Iperaldosteronismo glucortico-sensibile. Una rara condizione genetica determinata dalla mutazione del cromosoma 8. Le persone affette da questa particolarità genetica producono aldosterone non solo nella zona glomelurale del surrene ma anche in quella fascicolata. È quindi normale che ne producano quantità più elevate. Anche in questo caso, se la diagnosi viene confermata, la si considera una particolarità genetica.

Sintomi

I sintomi dell’iperaldosteronismo primario, spesso ascrivibili anche a quello secondario, sono:

  • Ipertensione. Caratterizzata da valori molto alti sia di minima che di massima, spesso con una differenziale molto bassa;
  • Poliuria. Necessità di urinare spesso, sia durante il giorno che durante la notte, con conseguenza perdita della qualità del riposo e dell’efficienza diurna;
  • Debolezza muscolare, da lieve a molto grave. In alcuni casi particolarmente complicati, il paziente non riesce neanche ad aprire e chiudere il tappo di una bottiglia d’acqua;
  • Cefalea, a volte anche neurologica, con aura;
  • Astenia. Stanchezza, spesso anche immotivata o presente anche dopo aver dormito un adeguato numero di ore;
  • Urine concentrate e maleodoranti, alcaline, con peso specifico elevato;
  • Ipotensione ortostatica. Cali di pressione improvvisi e repentini quando si passa dalla posizione sdraiata a quella eretta, con possibili svenimenti.

La Diagnosi di Iperaldosteronismo primitivo

Il dato più importante sta nel rapporto tra livello di aldosterone e attività della renina. La renina è un ormone prodotto dai reni che attiva il tensiogeno epatico per stimolare la produzione di aldosterone.

Se, in presenza di aldosterone alto la renina è soppressa, quindi pari a 0 o poco più, il quadro diagnostico depone quasi sempre per patologia primaria.

Stabilita la primitività della patologia si può procedere in diversi modi. Sarà l’endocrinologo ad indicare come procedere.

  • Ricerca di segnali della sindrome di Conn ( ipotesi più comune, oltre il 60% dei casi ) tramite ecografia, tac o risonanza magnetica del surrene, per visualizzare l’adenoma;
  • Esami più invasivi che riescano ad individuare la zona del surrene dalla quale origina il problema.

Iperaldosteronismo secondario: sintomi, cause e diagnosi

Se, dagli esami del sangue, si riscontra un alto livello di aldosterone abbinato ad una normale attività reninica, la diagnosi più plausibile è quella di iperaldosteronismo secondario.

La sintomatologia è sovrapponibile a quella della patologia primitiva. Spesso è meno intensa e meno ingravescente.

L’esame di conferma si effettua con un prelievo di sangue atto a misurare l’aldosterone in ortostatismo, cioè stando in piedi, dopo aver assunto farmaci diuretici ed ipotensivi. Se, in questo caso, si rileva l’aldosterone basso, la diagnosi è certa, oltre ogni ragionevole dubbio.

Altri esami che aiutano a confermare la diagnosi di patologia secondaria sono il rapporto tra aldosterone e potassio nelle urine nelle 24 ore e l’esclusione di tutte le cause di iperaldosteronismo primario.

Cause

Le cause di Iperaldosteronismo secondario possono essere:

  • Ipertensione. Spesso i valori di pressione alta non sono la conseguenza dell’aldosteronismo ma la causa;
  • Ipertensione renale. Un aumento della pressione a carico dei capillari renali. A volte è conseguenza dell’ipertensione, altre volte causata da un’occlusione locale;
  • Aumentato livello di estrogeni. Ad esempio in gravidanza o per l’assunzione della pillola anticoncezionale;
  • Reninoma benigno. Una forma rara di tumore benigno che produce renina;
  • Patologie cardiache. Lo scompenso cardiaco, le gravi aritmie, l’insufficienza cardiaca possono essere responsabili di un aumento di aldosterone;
  • Cirrosi epatica. Questo perché il fegato non è in grado di gestire l’enzima angiotensiogeno;
  • Grave disidratazione a seguito di forte vomito o forte diarrea;
  • Abuso di lassativi o diuretici;

È importante segnalare che l’aldosterone alto e aumento di peso repentino sono spesso correlati. Succede a causa della ritenzione idrica, dovuta agli alti livelli di sodio trattenuti. Instaurata la terapia del caso, quasi sempre si torna con facilità al proprio peso-forma.

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Come si cura l’iperaldostenorismo?

L’iperaldostenorismo è una patologia molto complicata, spesso di difficile diagnosi.

Una volta scoperta, però, è trattabile e risolvibile. A seconda dell’eziologia, l’endocrinologo proporrà l’approccio terapeutico più idoneo alla situazione specifica.

Nella fattispecie, in base alla tipologia, è trattabile: chirurgicamente, farmacologicamente o, in alcuni casi, solo con un attento e rigoroso follow up e alcune modifiche nello stile di vita.

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Il Dr.Raggi è Medico Chirurgo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Direttore Scientifico di IpertensioneOk, nonché promotore della campagna di prevenzione cardiovascolare CuoreOk