Scintigrafia Renale: come si svolge?

scintigrafia renaleScintigrafia Renale, ne hai mai sentito parlare? Oggi ci soffermiamo proprio su questo importante esame diagnostico, che si rende necessario in molte situazioni in cui il paziente soffre di Ipertensione Arteriosa.

Come sempre raccomandiamo di seguire attentamente le indicazioni del medico. Soltanto il medico, infatti, valutando il quadro clinico completo potrà richiedere al paziente di sottoporsi a questo esame per la funzionalità renale.

Vi chiederete, a questo punto, quale rapporto può esistere tra Reni e Pressione Arteriosa. A tal proposito potrete trovare il nostro approfondimento qua.

Indice dei Contenuti
Nefropatia Ipertensiva: cosa si intende?
Come si svolge la Scintigrafia Renale
Scintigrafia Renale Statica
Scintigrafia Renale Dinamica
La preparazione all’esame
Quanto dura l’esame

Nefropatia Ipertensiva: cosa si intende?

Prima di entrare nel dettaglio della scintigrafia renale è necessario fare una premessa sul termine Nefropatia.

In realtà con questo termine non si intende una patologia singola e specifica. Anzi, è più corretto parlare di nefropatie per intendere diverse tipologie di danni, e funzionalità limitata, dei reni.

Le cause possono essere diverse, così come diversa può essere la sede anatomica interessata. Tra queste proprio l’Ipertensione è la seconda più frequente di insufficienza renale, subito dopo il diabete. Per questo motivo si parla di Nefropatia Ipertensiva ed ipertensione renale.

Questo si verifica perché proprio i valori pressori oltre la norma possono danneggiare i vasi sanguigni renali. La funzionalità e la capacità di filtraggio dei reni sono, di conseguenza, fortemente limitate. A seguito di questa limitata funzionalità la pressione tende a crescere ulteriormente perché i reni non riescono a svolgere la loro importante funzione di regolazione pressoria.

Ma pressione e diabete non sono le uniche cause di nefropatia. I soggetti Nefropatici possono essere tali per ereditarietà. In questi casi entrano in gioco patologie specifiche come la sindrome di Alport.

 

Come si svolge la Scintigrafia Renale

La scintigrafia è un esame fondamentale per valutare la funzionalità renale. Nello specifico è una vera e propria “fotografia” dei reni, in grado di dare importanti informazioni su eventuali problematiche.

Si tratta di un esame diagnostico simile a una tradizionale ecografia. La differenza è rappresentata dall’utilizzo di una specifica tipologia di farmaci, i cosiddetti radiofarmaci, e della cosiddetta gamma camera.

Scopriamo di più su questo esame partendo da una premessa. Si distinguono, infatti, due tipi di scintigrafia renale. Vediamo quali sono.

Scintigrafia Renale Statica

Obiettivo è quello di valutare la funzionalità e lo stato di salute dei tessuti renali. Al paziente viene iniettato in vena una sostanza speciale che funziona come liquido di contrasto.

Si tratta, come anticipato, del radiofarmaco. Questo si lega in maniera stretta alle cellule che costituiscono la parete corticale del rene e viene “captato” dalla speciale attrezzatura, la gamma camera, che converte l’immagine sullo schermo di un computer. Dopo l’assunzione del radiofarmaco il paziente deve attendere un periodo indicato dal medico (da 1 a 2 ore) prima di stendersi sul lettino ed iniziare l’esame diagnostico.

Il funzionamento, come anticipato, è simile a quello di una tradizionale ecografia. Le cellule danneggiate del rene hanno una minore capacità di legarsi al radiofarmaco. Proprio per questo i problemi si riscontrano in quelle zone dove la gamma camera non riesce ad avere risposta. Laddove, quindi, si presentino aree dove non si rileva il segnale, o si rileva più debole, può essere presente un problema di funzionalità renale.

Scintigrafia Renale Dinamica

Anche in questo caso si utilizza il radiofarmaco ma, a differenza della modalità statica sopra descritta, con quella dinamica si verifica il deflusso della sostanza iniettata in direzione dell’apparato urinario.

In questo modo non si ha solo un’immagine della funzionalità e della buona salute dei tessuti renali ma ci si spinge a valutare il corretto deflusso dei reni. Un meccanismo di raccolta ed espulsione scorie che, come sappiamo, rappresenta la funzione principale dei reni.

Sarà compito del medico stabilire se nel vostro caso sarà necessario procedere con una scintigrafia statica o con una scintigrafia dinamica.

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La preparazione all’esame

Non è richiesta una particolare preparazione all’esame se non il fatto di bere molto. In particolare può essere richiesto di bere da mezzo litro a un litro d’acqua prima dell’esame. Il medico vi indicherà, inoltre, se è necessario o meno svuotare la vescica prima di iniziare l’esame.

In alcuni casi, per valutare il deflusso sopra descritto, si potrà richiedere di assumere dei farmaci diuretici. D’altra parte, invece, sarà necessario per il paziente informare il medico delle eventuali terapie farmacologiche in corso al momento della prescrizione dell’esame.

Si potrà richiedere al paziente, infatti, di sospendere l’eventuale assunzione di speciali tipologie di farmaci. Tra questi farmaci antipertensivi ma anche FANS (antifiammatori).

Non possono sottoporsi all’esame donne in stato di gravidanza o durante il periodo di allattamento. L’assunzione del radiofarmaco potrebbe causare danni alla salute del bambino.

Possono, invece, sottoporsi a questo esame i bambini. In questo caso si parla di scintigrafia renale pediatrica. Le accortezze per la preparazione dell’esame sono le stesse previste per gli adulti. Sarà da prestare maggiore attenzione al fatto che il bambino rimanga immobile mentre viene eseguito l’esame.

Quanto dura l’esame

Per la durata della scintigrafia è necessario tenere conto della tempistica necessaria per l’assunzione del radiofarmaco. L’esame dura solitamente dai 30 ai 40 minuti.

Si raccomanda un abbigliamento comodo. Non esistono particolari controindicazioni se non eventuali allergie nei confronti dei farmaci utilizzati.

Non è necessario per il paziente essere accompagnato. Non è doloroso e dopo il completamento dell’esame il paziente potrà tornare a casa e riprendere la routine quotidiana. Unica accortezza è quella di evitare per le successive ore di entrare in contatto con donne in gravidanza e bambini piccoli.

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